29 Agosto 2019 | Categoria: Divorzio

Divorzio giudiziale: divorziare senza il consenso dell’ex

Team Slidinglife

Basta, non c’è più nulla da fare, vuoi mettere un punto definitivo al passato e alla tua vita matrimoniale e il divorzio è l’unica soluzione. La decisione, però, non è concordata con l’ex e non sai come fare? Non preoccuparti, puoi divorziare anche senza il suo consenso con il divorzio giudiziale.

Cosa si intende per divorzio giudiziale

Quando manca il consenso del partner o i coniugi non sono d’accordo sulle questioni più importanti della vita non più insieme, per esempio affidamento dei figli, loro mantenimento, divisione del patrimonio o assegnazione della casa, la legge permette ugualmente di porre fine al matrimonio attraverso il divorzio giudiziale. Uno dei due coniugi, o anche entrambi, con il proprio avvocato avvia la procedura di divorzio presentando un ricorso, presso il Tribunale del luogo in cui il coniuge chiamato in causa ha la residenza o il domicilio. Se risiede all’estero o è irreperibile, il ricorso è presentato presso il Tribunale del luogo di residenza o di domicilio del coniuge che desidera separarsi.  Il ricorso deve contenere tutte le informazioni utili a delineare la situazione familiare, le richieste e le motivazioni per cui si intende divorziare. Spesso sono allegate le dichiarazione dei redditi di moglie e marito degli ultimi anni e tutta la documentazione necessaria a comprendere le condizioni economiche di entrambi. In seguito al ricorso, il giudice fissa la data della prima udienza che si svolge dinanzi al Presidente del Tribunale.

Che succede durante le prime due udienze

Nella prima udienza il Presidente ascolta i coniugi prima separatamente e poi insieme e tenta una conciliazione tra i due. Se il tentativo ha esito positivo la causa si conclude, se invece, ha esito negativo, il giudice, verificato che i coniugi continuino a vivere separati, emette tutti i provvedimenti “provvisori ed urgenti”. Con la stessa ordinanza il giudice stabilisce anche la data dell’udienza successiva, dinanzi a un secondo giudice, il giudice istruttore, che può modificare quanto già stabilito o può decidere su questioni non ancora definite. Il tempo del procedimento dipende spesso proprio dalla durata di questa fase, dal livello di conflitto esistente tra i coniugi, dalle prove da esaminare e da una serie di altri elementi. Contro questa decisione del giudice, entro dieci giorni dalla comunicazione di questa ordinanza, è possibile fare “reclamo” dinanzi alla Corte d’Appello.

 Cosa serve per la richiesta di divorzio

I documenti necessari per poter procedere al divorzio sono:

  • l’estratto integrale dell’atto di matrimonio, da richiedere all’ufficio dello Stato Civile del Comune dove è stato celebrato il matrimonio;

  • i certificati di residenza e lo stato di famiglia di entrambi i coniugi;

  • la copia autentica del verbale di udienza e dell’omologa della separazione consensuale o la sentenza di separazione giudiziale con un’attestazione che sia passata in giudicato da richiedere alla Cancelleria del Tribunale, dove è stata definita la separazione;

  • la dichiarazione dei redditi di ciascun coniuge;

  • la copia di un documento di identità e del codice fiscale di entrambi i coniugi. 

Revisione delle condizioni di divorzio

Secondo la legge sul divorzio è possibile chiedere la modifica delle condizioni di divorzio se si verificano nuovi motivi o sopraggiungono nuove circostanze rispetto a quelle esistenti al momento in cui la sentenza è stata emessa. La revisione può riguardare ad esempio l’affidamento dei figli o la riduzione, l’aumento o la sospensione del loro mantenimento, oppure le disposizioni sull’assegno al coniuge economicamente più debole. 

La coppia può scegliere, in alternativa, di modificare le condizioni di divorzio mediante negoziazione assistita, ciascuno con il proprio avvocato. L’accordo deve essere trasmesso al Pubblico Ministero, il quale valuta che non sia contrario alla legge e agli interessi dei minori, qualora ci fossero figli, e quindi concedere il nulla osta o rimandare tutto al Presidente del Tribunale, che riconvocherà i due. 

L’accordo, inoltre, è sottoscritto dagli avvocati che entro 10 giorni devono trasmetterlo all’ufficiale dello Stato Civile in cui il matrimonio è stato trascritto. 

Se non ci sono figli minori, incapaci o economicamente non autosufficienti e non sussistono questioni patrimoniali da definire, i coniugi possono chiedere la modifica delle condizioni di divorzio al Sindaco o all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune di competenza. 

Il divorzio giudiziale può sempre diventare un divorzio congiunto se la coppia riesce a trovare un accordo durante la prima udienza o nel corso di tutta la causa, riducendone così i tempi, i costi e il conflitto tra loro.

Con la sentenza di divorzio e la sua trascrizione presso gli uffici dello stato civile del comune di competenza la fine delle nozze diventa definitiva: gli ex coniugi possono ricominciare una nuova vita. 

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