21 Gennaio 2019 | Categoria: Mantenimento Figli

Mantenimento figli: quello che ti serve sapere

Team Slidinglife

 

"Se mio figlio è maggiorenne devo continuare a pagargli il mantenimento? E se sta ancora studiando? Come si calcola l’assegno di mantenimento?"

La Corte di Cassazione, di recente, ha stabilito che non commette reato il genitore che smette di versare il mantenimento per il figlio maggiorenne se è studente, ma capace di lavorare.

La legge, infatti, punisce chi “fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore ovvero inabili al lavoro” e obbliga al mantenimento dei figli maggiorenni quando inadatti a lavorare in modo definitivo. Nel caso esaminato dalla Corte, la ragazza non è inabile al lavoro ma ne svolge uno con contratto part-time.

 

Cosa è il mantenimento dei figli

Il mantenimento consiste in una somma di denaro che il genitore deve versare periodicamente ai propri figli. I coniugi, infatti, anche quando decidono di separarsi, non perdono l’obbligo di prendersi cura economicamente e moralmente dei propri figli.

Il giudice in fase di separazione stabilisce, dopo aver valutato l’accordo della coppia, a chi affidare i figli, come organizzare il loro tempo con l’uno o l’altro genitore e l’assegno di mantenimento da versare per sostenere le spese di istruzione, educazione e di ogni altro aspetto della loro crescita.

 

Come si determina l’assegno di mantenimento

Il giudice nel calcolare la somma dell’assegno tiene conto:

  • delle esigenze attuali dei figli. Neonati o bimbi molto piccoli hanno bisogni maggiori e con costi diversi rispetto ad adolescenti o figli maggiorenni;

  • del tenore di vita che i figli avevano quando la famiglia viveva insieme;

  • del tempo che i figli trascorrono con il genitore con cui vivono e con l’altro;

  • dei redditi di entrambi i coniugi;

  • della misura dell’assegno stabilito su indici ISTAT.

 

Come funziona per i figli maggiorenni

Anche i figli maggiorenni hanno diritto a ricevere assistenza e sostegno materiale dai genitori separati. La legge, infatti, stabilisce che il dovere del genitore non viene meno con il raggiungimento della maggiore età del figlio.  Solo nel caso in cui è capace di sostenersi da solo o lavora, non c'è l'obbligo di versare più il mantenimento.

Il genitore dovrà continuare ad occuparsi del figlio anche se maggiorenne: se ad esempio frequenta una facoltà difficile o non può svolgere un lavoro in maniera permanente, avrà diritto ad un somma periodica.

Solo il giudice può decidere quando il mantenimento può essere sospeso o può terminare, tenendo sempre conto delle esigenze dei figli e dell’intera famiglia, della condizione economica e della situazione complessiva in cui sono i genitori e i figli.

 

Cosa succede se l’assegno non è versato

L’obbligo di provvedere al mantenimento dei figli è stabilito dall’articolo 433 del codice civile. Nel caso in cui il genitore non vi adempie è “punito”  dall’articolo 570 del codice penale con la reclusione fino a un anno o con una multa variabile da centotre euro a milletrentadue euro.

Il coniuge che non è più in grado di pagare l’assegno di mantenimento perché è cambiata la propria disponibilità economica o perde il lavoro, può chiedere al giudice la revisione della somma da versare che verrà eventualmente ridotta o sospesa ma resta obbligato a pagarla.

 

La separazione tra due coniugi coinvolge la vita di tutta la famiglia. Vuoi confrontarti con qualcuno sulla tua situazione?

Un genitore non perde i propri diritti e i propri doveri nei confronti dei figli quando decide di porre fine al matrimonio. Il mantenimento è uno dei mezzi per continuare ad offrire, in qualche modo,la “regolarità” e la “normalità” della vita quotidiana ai propri figli.

 

 



 

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