09 Gennaio 2019 | Categoria: Separazione

Problemi coniugali: “ vendere” il marito o separarsi?

Team Slidinglife

Svendita di “mariti usati” a Natale

“Non siamo più compatibili: cedo volentieri mio marito.”
Così una quarantenne di Amburgo la notte di Natale, stanca di suo marito lo mette in vendita su Ebay.

Dopo sette anni di vita matrimoniale cederebbe il consorte a soli “18 euro negoziabili e senza reso” con ritiro anche immediato per poter essere utilizzato il giorno di Santo Stefano. L'offerta ha avuto successo, tanto che la donna ha ricevuto anche una serie di richieste suscitando una certa curiosità nel mondo virtuale. La notizia ha fatto il giro del web in pochissimo tempo, ha divertito senza dubbio sé stessa. Ma si sarà divertito anche il marito “svenduto”? L'annuncio poco dopo è stato cancellato.

Una storia di Natale simpatica e originale, sicuramente insolita, ma che mostra nella sua eccezionalità la stanchezza e la necessità della quarantenne tedesca di venir fuori da un matrimonio forse non più felice, forse non più adatto a sè, di allontanarsi da un marito forse diverso o cambiato rispetto a quello che ha sposato.

La scelta della donna immediata e veloce supera tutti gli ostacoli e i tempi di una separazione, ma può essere uno scherzo o una provocazione o una richiesta d'aiuto: come fare quando un matrimonio finisce? Come separarsi? Come affrontare una separazione?

 

Separarsi in tempi brevi

I coniugi possono scegliere come separarsi in tre modi.

La separazione consensuale permette ai coniugi di dividersi in breve tempo. Entrambi devono dare il consenso alla separazione e trovare un accordo comune su tutti gli aspetti della vita non più insieme: l'affido dei figli,come organizzare il tempo con loro, come provvedere al loro mantenimento, che resta un obbligo per entrambi i genitori e a chi assegnare la casa di famiglia.

I coniugi possono scegliere un solo avvocato o ciascuno il proprio. Se l'accordo non è contrario alla legge e tiene conto dell'interesse e delle necessità dei minori e di entrambi i genitori, il giudice lo approva semplicemente. Da questo momento si possono calcolare i sei mesi per poter chiedere il divorzio.

 

La negoziazione assistita

Un modo più veloce e breve per separarsi è stato introdotto con decreto legge 132 del 2014, ossia con la negoziazione assistita. Anche in questo caso il punto di partenza è la volontà di entrambi i partners di porre fine al matrimonio e soprattutto in comune accordo su tutti i temi più sentiti. I due coniugi scelgono un avvocato a testa, non può esserci uno soltanto per tutti e due. La procedura è più rapida perchè non si presentano più in udienza dinanzi al Presidente del Tribunale, ma chiedono il nulla osta al Pubblico Ministero e poi l'accordo è trasmesso agli uffici dello Stato Civile del Comune di competenza. Se ci sono figli minori o figli portatori di handicap o figli maggiorenni non autonomi, il Pubblico Ministero si occuperà di controllare che l'accordo tuteli i loro interessi. In assenza di figli i coniugi possono presentarsi senza avvocato dinanzi all'ufficiale di Stato Civile per dichiarare la propria volontà di vivere separati. Dopo sei mesi dalla trascrizione di tale accordo si può chiedere il divorzio.

 

Il partner non vuole separarsi

Quando è solo un coniuge a ritenere ormai la vita matrimoniale insostenibile o la fine del matrimonio è determinata per colpa di uno dei due, separarsi è possibile attraverso la separazione giudiziale. Ciascuno è assistito dal proprio avvocato e richiede al giudice di separarsi attraverso un ricorso.

Il giudice fissa la data dell'udienza presidenziale, ascolta prima separatamente i coniugi e poi insieme,dopo li autorizza a vivere separati e decide su diversi temi: a chi assegnare la casa, a chi e come affidare i figli, il mantenimento dei figli e nel caso stabilisce anche l’eventuale sostegno all'ex coniuge se lo ritiene più debole.

Questo tipo di separazione prevede una seconda fase dinanzi ad un altro giudice, il giudice istruttore, che rivede o conferma quanto già stabilito all'udienza precedente e definisce, al contrario, tutti gli altri aspetti non ancora stabiliti.


Ogni scelta non è definitiva. I coniugi possono sempre scegliere di non separarsi più in ognuna di queste fasi. I giudici, infatti, sono obbligati sempre a tentare una conciliazione tra i due e solo quando siano convinti, procedere alla separazione.

Decisamente non una fase facile della vita, neppure irrevocabile, ma un nuovo punto di partenza sicuramente possibile.




 

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