Assegno di mantenimento: come adeguarlo o modificarlo?

Assegno di mantenimento: come adeguarlo o modificarlo?

<p>Se la famiglia va in crisi ogni punto di riferimento crolla. Normale, non sei un alieno. Puoi rimettere in discussione ogni aspetto della tua vita e della tua relazione coniugale, ma non puoi rivalutare il tuo essere genitore. Persiste per un genitore l’obbligo di prendersi cura materialmente dei propri figli minorenni, maggiorenni non autosufficienti o [&hellip;]</p>

Se la famiglia va in crisi ogni punto di riferimento crolla. Normale, non sei un alieno. Puoi rimettere in discussione ogni aspetto della tua vita e della tua relazione coniugale, ma non puoi rivalutare il tuo essere genitore. Persiste per un genitore l’obbligo di prendersi cura materialmente dei propri figli minorenni, maggiorenni non autosufficienti o portatori di handicap, anche che si separa dal coniuge. Di solito, con la separazione l’obbligo di sostenere un figlio si esplicita attraverso un assegno di mantenimento periodico stabilito da un giudice.

Come si determina l’assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento consiste in una somma di denaro versata a favore dei figli. 

Il giudice nel definire l’assegno tiene conto:

  • delle esigenze attuali dei figli, che non riguardano solo quelle alimentari e variano in base all’età e ad altri elementi;
  • del tenore di vita che i figli avevano quando la famiglia viveva ancora insieme;
  • del tempo che i figli trascorrono con ciascun genitore, ossia le spese che ciascun genitore sostiene quando i bambini dimorano presso l’uno o l’altro. Il mantenimento, in ogni caso, non può essere sospeso per il periodo in cui i figli vivono con il genitore non collocatario;
  • delle condizioni economiche di entrambi i coniugi, il giudice considera i redditi ma anche il rispettivo patrimonio nel suo complesso;
  • della misura dell’assegno stabilito su indici ISTAT.

Come adeguare il mantenimento a indici Istat

L’assegno di mantenimento deve essere rivalutato ogni anno per legge in base a indici ISTAT, tranne se i coniugi o il giudice scelgono un parametro diverso durante la separazione. Lo scopo di questo adeguamento è garantire che tali somme siano congrue al costo medio della vita e, infatti, avviene in maniera automatica. 

L’indice di base da considerare è quello del mese indicato dal provvedimento della separazione, l’adeguamento decorre dallo stesso mese dell’anno successivo. 

La rivalutazione dell’assegno è calcolata in base all’indice dei prezzi al consumo delle famiglie di operai e impiegati (FOI) pubblicato ogni anno. Per agevolare questo calcolo, sul sito dell’ISTAT esiste uno strumento gratuito che consente di ottenere direttamente l’aggiornamento, inserendo l’importo dell’assegno di mantenimento e altri dati. 

Quando si può revisionare l’assegno di mantenimento

Il genitore ha il dovere di versare l’assegno di mantenimento ai figli, obbligo sancito sia dall’articolo 433 del codice civile, ma che può in caso di inadempimento delineare anche il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare. I genitori, infatti, possono chiedere una revisione dell’assegno se cambiano le proprie capacità economiche in meglio o in peggio, se uno dei due crea una nuova famiglia, se cambiano le esigenze dei figli. In ogni caso per poter richiedere una modifica è necessario che sussistano nuovi fatti o nuovi motivi comprovati e dimostrabili che non sono stati considerati dal giudice al momento della separazione. 

I genitori, inoltre, possono concordare di modificare o sospendere il pagamento dell’assegno di mantenimento ai figli con un accordo e sulla base di valide motivazioni. D’altro canto il giudice non può omologare alcun accordo che esoneri uno o l’altro dei genitori dal versamento del mantenimento dei figli, in quanto è “un diritto indisponibile a favore di soggetti deboli”.