Come conciliare lavoro e figli?

Come conciliare lavoro e figli?

Tempo di lettura: 3 minuti Come conciliare lavoro e figli? È la domanda che almeno una volta un genitore si è posto, quando il pensiero di organizzare le giornate e suddividere il tempo tra la famiglia e gli impegni di lavoro si è manifestato preponderante. In questo articolo, non troverai la risposta a questa domanda, non esiste una formula magica, […]

Tempo di lettura: 3 minuti

Come conciliare lavoro e figli? È la domanda che almeno una volta un genitore si è posto, quando il pensiero di organizzare le giornate e suddividere il tempo tra la famiglia e gli impegni di lavoro si è manifestato preponderante. In questo articolo, non troverai la risposta a questa domanda, non esiste una formula magica, ma solo alcuni suggerimenti per non farti sopraffare dai sensi di colpa e trovare il tuo equilibrio per destreggiarti al meglio tra professione e famiglia. 

L’ultima analisi dell’Ispettorato del lavoro

I dati trasmessi dall’Ispettorato del lavoro con l’ultima indagine del 2019 non sono rassicuranti, una fotografia della società in cui 51 mila lavoratori hanno dovuto lasciare il lavoro per prendersi cura dei figli. 37.611 mila sono donne che hanno difficoltà a conciliare lavoro e figli e che hanno abbandonato il lavoro, ben il 73% del totale quindi è rappresentato dalle madri, solo in 13.947 mila sono i padri, nel complesso un numero troppo elevato di lavoratori. Si tratta nella maggior parte dei casi di una decisione volontaria, che sembra essere inevitabile quando non ci sono nonni o amici a supportare i genitori, la famiglia non può sostenere le spese per una babysitter o per un nido o quando in qualche modo non si riesce a trovare aiuto nella gestione dei figli. Un genitore è “costretto” a rinunciare al lavoro.

Sono soprattutto le coppie giovani che, forse per inesperienza o per timore scelgono di dedicarsi completamente alla famiglia, ma a quale prezzo? E perché nel 2019, ancora, i lavoratori devono essere obbligati a scegliere tra due aspetti fondamentali della propria vita piuttosto che essere messi nelle condizioni, da politiche aziendali e da provvedimenti e supporti dello Stato, di realizzarsi e crescere come donna e madre e come uomo e padre, e come professionisti. Tanti passi l’Italia deve ancora fare, in tal senso, per uguagliare o almeno avvicinarsi ad altri Paesi europei.

Piccoli suggerimenti per una vita più serena

Nessuna soluzione potrà mai essere perfetta e risolutiva se non si adatta a te, al tuo stile di vita e alle tue priorità. Nessun consiglio è valido se non si addice a quello che tu desideri e alle tue necessità, la prima cosa da fare, quindi, è analizzare il momento della vita in cui ti trovi, quali sono i tuoi obiettivi: è quello che desideri compiere o che ti rende felice? Quando avrai realizzato “una mappa” di te nella situazione attuale, comprendere cosa fare, quali sono le scelte migliori, a cosa vuoi e puoi rinunciare, nel caso fosse necessario, le azioni da compiere diventano naturali e automatiche. 

Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.” (I. Calvino)


Esatto, è proprio quello che ti consiglio di fare, sei sicuro che conciliare famiglia e lavoro sia proprio impossibile? O hai solo paura? Se il lavoro che svolgi è quello che hai sempre desiderato, prova a parlare col tuo capo e a cercare soluzioni alternative che la stessa legge ti consente.  

Se è impossibile parlare con il capo, nessun problema, prova a capire se quel lavoro va ancora bene per te o se magari un altro che ti consentirebbe di realizzarti in tutti gli aspetti della tua vita. Fai la scelta migliore in questo momento: scegli un lavoro magari meno retribuito o meno importante, ma che ti renda felice!

Prova ad organizzare le giornate, meglio se riesci a pianificare l’intera settimana, e se saltano i piani? Pazienza, la vita è una sola e può capitare. Nessuno ti giudicherà se un giorno non hai pensato alla spesa o spazzato il pavimento, hai trascorso del tempo con i tuoi figli e fatto qualcosa per te. Non avere paura di chiedere aiuto se necessario, se non è possibile avvalerti del supporto di un parente, di un asilo nido o di una babysitter, magari c’è il genitore di qualche amichetto dei tuoi bimbi con cui collaborare nei giorni più difficili e non. Una gestione condivisa delle giornate può avere i suoi vantaggi. Se hai un partner suddividerti gli impegni e comunicare ciò che si prova evita di sovraccaricarsi anche emotivamente di tutte le faccende quotidiane.

Non è certo la prima volta che ascolti suggerimenti di questo tipo. Qualunque siano le tue scelte, i tuoi obiettivi e le tue priorità, ricordati che il mondo ha bisogno di persone felici, non perfette.