Come superare la separazione tra un groviglio di emozioni

Come superare la separazione tra un groviglio di emozioni

Tempo di lettura: 3 minuti Se ognuno di noi riuscisse ad attraversare i sentimenti propri e altrui, a comprendere le emozioni e rielaborarle, se mettersi nei panni degli altri fosse una cosa naturale e non un dono riservato a pochi, allora sarebbe davvero facile affrontare qualunque difficoltà e coltivare una relazione con chiunque. La specificità di ogni individuo rende ciascuna […]

Tempo di lettura: 3 minuti

Se ognuno di noi riuscisse ad attraversare i sentimenti propri e altrui, a comprendere le emozioni e rielaborarle, se mettersi nei panni degli altri fosse una cosa naturale e non un dono riservato a pochi, allora sarebbe davvero facile affrontare qualunque difficoltà e coltivare una relazione con chiunque. La specificità di ogni individuo rende ciascuna relazione un’incognita da scoprire e un percorso di crescita da intraprendere. In linea di massima, questa regola è valida per ogni tipo di relazione intrapresa; è quando non siamo in grado di farlo che le cose si complicano, le situazioni si ingarbugliano e le relazioni si incrinano.

Spesso è quello che accade in una famiglia, durante una crisi coniugale, alla fine di un matrimonio. Come superare la separazione da soli e quando, invece, è meglio farsi aiutare da un professionista?

Il groviglio di emozioni 

Una crisi coniugale rompe un po’ tutti gli equilibri emotivi che tengono in piedi la famiglia. La separazione non è un evento puntuale nella vita di un individuo, come tutti gli eventi umani ha una fase preliminare, del dubbio, in cui il coniuge comincia a pensare alla rottura, a tutte le conseguenze che ne potrebbero derivare, alla vita non più insieme, ai vantaggi e gli svantaggi del separarsi. Poi c’è la fase intermedia in cui si affrontano tutte le questioni burocratiche, legali e affettive, per poter giungere alla separazione. E nel momento in cui non sei più un coniuge, ricominciare a pensarti persona singola e completa con propri obiettivi di donna o di uomo e di madre e padre. Sì, lo so cosa stai pensando, che a parole è più facile che vivere la realtà, che nella quotidianità queste fasi non sono ben definite e che le emozioni si accavallano e si imbrogliano senza lasciarti il tempo di pensare. Tutto vero. Le sensazioni e le emozioni che si susseguono non sono mai così nette e così differenti tra una fase e l’altra e poi ci sono quelle provate nei confronti del’’ex, quelle verso i figli, quelle nei confronti delle famiglie. Il primo passo è proprio sbrogliare quel groviglio di emozioni e dare un nome ad ognuna di esse, dopo averle riconosciute è più facile trovare un rimedio per affrontare quelle negative, o riportare l’equilibrio tra quelle negative e quelle positive. In primis cerca di gestire e superare i sensi di colpa e la rabbia, te ne devi liberare per andare avanti. Poi individua il punto di rottura con il partner, cerca di comprendere le sue ragioni e prova a fare chiarezza sulle questioni su cui potete trovare un accordo o su cui almeno potreste andare uno incontro all’altro. 

Nuove emozioni famiglia trasformata 

Non sempre si è in grado di dare da soli un nome alle proprie emozioni, a volte è necessario un punto di vista esterno, non coinvolto sentimentalmente nella vicenda, che riesca a vedere la situazione con la giusta distanza e ad analizzare la crisi coniugale in modo obiettivo. Non esiste una regola e un metodo valido per tutti, ognuno sa quali sono le decisioni più adatte a sé e alla propria famiglia per superare la separazione. Dopo aver elaborato le emozioni, compreso e riconosciute le proprie esigenze e quelle dell’ex non ti resta che ridurre al minimo il conflitto, se non siete ancora riusciti ad azzerarlo. Non chiederti solo cosa l’altro può fare per far star bene la famiglia, ma chiediti quale può essere il tuo contributo e il tuo apporto positivo affinché l’intera famiglia superi la separazione. Ricorda che ormai la fine del matrimonio ha segnato una nuova fase per tutti i componenti della famiglia e che tutti in un modo o nell’altro sono persone diverse. Prova a stabilire con partner e figli nuovi obiettivi, e perché no, anche nuove regole condivise da tutti per la crescita della famiglia.

Non sempre è possibile fare tutto da soli, non avere timore di chiedere aiuto. Interrompere circuiti emotivi che generano sofferenza è un dovere verso se stessi, i propri figli, la propria famiglia. Spesso non è il cambiamento che provoca dolore, ma opporsi a quel cambiamento. 

Perdonati e sii felice.