Divorzio: la moglie può conservare il cognome del marito?

Divorzio: la moglie può conservare il cognome del marito?

<p>La fine di un matrimonio porta con sé una serie di effetti per i coniugi, per i figli quando ci sono, per l’intera famiglia. Effetti di tipo emotivo e relazionale, ma soprattutto conseguenze di tipo legali. Se con la separazione non cessano le nozze, ma si sospendono gli effetti, non si perde la qualità di [&hellip;]</p>

La fine di un matrimonio porta con sé una serie di effetti per i coniugi, per i figli quando ci sono, per l’intera famiglia. Effetti di tipo emotivo e relazionale, ma soprattutto conseguenze di tipo legali. Se con la separazione non cessano le nozze, ma si sospendono gli effetti, non si perde la qualità di coniuge, ma si affievoliscono i doveri coniugali; con il divorzio cessano tutti gli obblighi civili e gli ex coniugi non hanno più alcun tipo di dovere reciproco, né legame. 

I coniugi riacquistano lo “status libero”, la moglie perde il cognome dell’ex ed entrambi possono anche risposarsi. Ma può una moglie conservare il cognome dell’ex marito, dopo il divorzio?

Cosa la legge consente di fare 

Con il matrimonio “la moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze” secondo l’articolo 143 bis del codice civile. Con la separazione può ancora utilizzare il cognome del marito, a meno che non sia un giudice a vietarlo oppure può non adoperarlo con autorizzazione di un giudice quando l’uso del cognome può procurarle un grave pregiudizio. Dopo il divorzio la moglie non può conservare il cognome del marito, ma torna ad utilizzare soltanto il proprio tranne in casi eccezionali in cui sia un giudice a stabilire il contrario motivando la sua scelta, quando cioè esiste un interesse della stessa moglie o dei figli che deve essere tutelato.

E se il marito è una persona rinomata?

In una recentissima sentenza della Corte di Cassazione i giudici hanno ribadito che il cognome del marito con il matrimonio si affianca a quello personale della moglie. Questo indica che durante il periodo in cui la coppia è sposata, la donna può utilizzare il doppio cognome o quello da coniugata o quello da nubile. Al contrario, con la sentenza di divorzio e la cessazione degli effetti civili del matrimonio, la moglie non può più utilizzare il cognome maritale se non in casi straordinari esaminati e valutati da un giudice, anche nel caso in cui sia la stessa moglie a desiderare e a chiedere di mantenerlo.

Nel caso esaminato dalla Corte, infatti, la donna chiedeva ai giudici di poter adoperare, dopo il divorzio, il cognome dell’ex coniuge, in quanto persona nota nella società e di conseguenza di poter conservare quella notorietà che aveva acquisito durante il relativo matrimonio. I giudici hanno sottolineato che, nel caso presentato, non è possibile autorizzare l’utilizzo del cognome per il semplice desiderio della donna di conservare “come tratto identitario il riferimento a una relazione familiare ormai finita”. E che, inoltre, non si può escludere che l’uso da parte della donna del cognome maritale possa col tempo arrecare un danno all’ex coniuge che non è d’accordo e che possa in futuro ricreare una nuova famiglia, riconosciuta a livello sociale e giuridico. In conclusione, la Corte ha evidenziato che la possibilità di utilizzare il cognome maritale è legata a casi eccezionali stabiliti da un Tribunale e all’esistenza di un interesse della moglie e dei figli che merita di essere davvero tutelato che in questo caso non sussiste: perché la donna era preoccupata della conservazione della notorietà derivatale dall’ex marito nelle frequentazioni sociali” “tra quelle stesse persone che non possono ignorare le vicende della coppia” ; perché la donna si è sposata a 38 anni, ciò presuppone avesse già “acquisito una propria identità” e che “il matrimonio è durato dodici anni e che la convivenza matrimoniale è durata ancora meno, per la crisi coniugale intervenuta dopo pochi anni“. In tutti gli altri casi con il divorzio cessano gli effetti del matrimonio tra i coniugi, cessa tale possibilità per la moglie anche se fosse per difendere l’immagine costruitasi con le nozze accanto ad un uomo importante.

Spesso le cause di divorzio diventano delle vere e proprie battaglie senza fine. Se siete arrivati al divorzio è probabile che la vostra vita stia già prendendo una nuova direzione. Non voltatevi indietro e permettetevi di rinascere.