Separazione e divorzio diritti che si perdono

Separazione e divorzio diritti che si perdono

Tempo di lettura: 2 minuti Ogni coppia spera che la storia del suo matrimonio sia il per sempre desiderato e che sia diversa dalle altre. Non rientrerà nelle statistiche, supererà le difficoltà e non giungerà alla fine se non naturalmente. Così non è stato, un giorno avete capito che la vostra vita insieme non poteva proseguire e avete deciso di […]

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Ogni coppia spera che la storia del suo matrimonio sia il per sempre desiderato e che sia diversa dalle altre. Non rientrerà nelle statistiche, supererà le difficoltà e non giungerà alla fine se non naturalmente. Così non è stato, un giorno avete capito che la vostra vita insieme non poteva proseguire e avete deciso di separarvi e poi di procedere al divorzio. Ma quali sono le differenze tra separazione e divorzio? Quali sono i diritti che si perdono con la separazione e quali con il divorzio?

Cosa succede con la separazione

Se pensi che la separazione sia sufficiente a farti perdere la qualità di coniuge, ti sbagli. Il matrimonio non finisce se ti separi, ma si affievoliscono alcuni doveri coniugali: i coniugi non hanno più l’obbligo di vivere nella stessa abitazione, di rimanere fedeli l’un l’altro, di assistersi moralmente e di collaborare. Non subiscono cambiamenti gli obblighi nei confronti dei figli, un genitore deve sempre prendersi cura, mantenere, educare e istruire i propri figli in accordo con l’altro genitore. A meno che il giudice non disponga in altro modo nelle condizioni di separazione. 

L’assegno al coniuge non è automatico. Il giudice, prima di decidere sull’obbligo di mantenere materialmente l’ex, effettua una valutazione complessiva delle condizioni economiche della coppia, della capacità del partner di sostenersi da solo, se la separazione è addebitata, cioè si è conclusa per colpa di chi chiede l’assegno. In questo ultimo caso, infatti, il coniuge non ha diritto all’assegno.

Con la separazione non si perdono i diritti sull’eredità, esclusi i casi in cui la separazione si sia conclusa con addebito e quindi per il partner a cui è attribuita la colpa della separazione.

Diritti di un coniuge oltre il divorzio

Con il divorzio la coppia pone fine in maniera definitiva al matrimonio. Cessano tutti gli effetti civili e tutti gli obblighi, i coniugi tornano con lo “status libero” e possono anche risposarsi. La moglie perde il cognome del marito, tranne casi particolari decisi dal giudice.  Il giudice può anche stabilire un assegno periodico a favore dell’ex che si trova in una situazione economica svantaggiata e non può provvedere ad autosostenersi, ma solo se non contrae nuove nozze o non ha instaurato una nuova convivenza.

Anche se la coppia ha divorziato, l’ex coniuge ha diritto a percepire la pensione di reversibilità o soltanto una parte, se riceve un assegno periodico, stabilito da un Tribunale, già prima della morte dell’ex coniuge pensionato, se non ha contratto nuove nozze, se il lavoro per cui il coniuge deceduto percepisce la pensione è antecedente alla sentenza di divorzio. Se, invece, un giudice non gli ha mai riconosciuto il diritto agli alimenti o l’ex partner ha ricevuto tutta la somma dovuta in un’unica soluzione, alla morte del coniuge non ha diritto ad alcuna quota sulla pensione.

Il coniuge divorziato ha diritto anche ad una parte del tfr dell’ex se la sentenza di divorzio è effettiva, al partner è stato riconosciuto da un giudice il diritto a un assegno periodico, l’ex coniuge non si è risposato e il tfr è stato assegnato durante o dopo il divorzio.

Se i coniugi sono separati, nessuno dei due potrà avere alcun diritto direttamente sulla quota di tfr ricevuta dall’altro, ma può solo richiedere al giudice di tenerne conto nella determinazione dell’assegno.