Tfr e divorzio: i diritti di un ex coniuge

Tfr e divorzio: i diritti di un ex coniuge

Tempo di lettura: 2 minuti Che l’amore prima o poi finisca è probabile, che possa finire un matrimonio anche. Spesso quando i coniugi decidono di separarsi desiderano mettere un punto ad ogni tipo di contatto tra loro, alla relazione in primis e poi a tutti quegli aspetti della vita comune. Ci sono alcuni effetti e alcuni aspetti burocratici o legali […]

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Che l’amore prima o poi finisca è probabile, che possa finire un matrimonio anche. Spesso quando i coniugi decidono di separarsi desiderano mettere un punto ad ogni tipo di contatto tra loro, alla relazione in primis e poi a tutti quegli aspetti della vita comune. Ci sono alcuni effetti e alcuni aspetti burocratici o legali che non si possono eliminare nell’immediatezza e che persistono anche con la separazione e/o con il divorzio. Cosa succede per esempio con i diritti ereditari? L’ex coniuge ha diritto di partecipare all’eredità del partner sempre e comunque o ci sono dei limiti? L’ex coniuge può vantare un qualche diritto sul trattamento di fine rapporto che percepisce il partner? Per legge ci sono delle differenze tra separazione e divorzio, in questo articolo proviamo ad esaminare la liquidazione del tfr e divorzio e le differenze con la separazione.

Il trattamento di fine rapporto (tfr)

Il trattamento di fine rapporto (tfr) consiste in una somma di denaro che il lavoratore accumula durante ciascun anno di lavoro e che viene liquidata dal datore nel momento in cui termina il rapporto di lavoro.

Quando un coniuge ha diritto ad una quota dell’importo del trattamento di fine rapporto dell’ex? Innanzitutto, è necessario effettuare una differenza tra separazione e divorzio, il coniuge divorziato può vantare il proprio diritto su una parte di quella somma se la sentenza di divorzio è effettiva, se un giudice gli ha già riconosciuto, durante la causa di divorzio, il diritto a ricevere un assegno periodico, se non ha contratto un nuovo matrimonio, se il tfr è stato assegnato durante o dopo il divorzio. 

La legge stabilisce che l’ex coniuge ha diritto a ricevere una quota pari al 40%, una cifra calcolata in base agli anni di lavoro che coincidono con quelli del matrimonio. Nel calcolo si considerano anche gli anni in cui la coppia era legalmente separata.

Cosa succede se i due coniugi sono separati

Se uno dei due coniugi riceve il tfr quando si è separato dal partner, non dovrà cedere alcuna quota della sua liquidazione, nessuno dei due coniugi può vantare alcun diritto sulla somma ricevuta dall’altro.

Se invece il trattamento di fine rapporto viene liquidato nel momento in cui è in atto la separazione, il partner che non riesce ad autosostenersi economicamente potrà chiedere al giudice di considerare anche la somma del tfr per calcolare gli alimenti.

Al contrario, quando la separazione è conclusa, il partner che percepisce l’assegno periodico può chiedere al giudice di rideterminate l’ammontare dell’assegno tenendo conto anche della nuova liquidità ricevuta dall’ex coniuge. 

Se il coniuge che deve versare la quota muore senza aver versato la somma dovuta, questa viene inserita nell’eredità, pertanto, saranno gli eredi a procedere alla liquidazione della somma che spetta all’ex coniuge.

Anche quando i coniugi scelgono di separarsi o di divorziare, permane la storia che hanno costruito e tutti gli aspetti che l’hanno caratterizzata fino alla scelta di sciogliere il matrimonio. Un giudice, quindi, non può non tenerne conto nell’analisi e nella valutazione complessiva della situazione familiare e di conseguenza nelle sue decisioni.