27 Novembre 2017 | Categoria: Mantenimento Figli

È il giudice straniero che autorizza i minori a risiedere all’estero dove già vivono e i pagamenti della retta scolastica

Team Slidinglife

Spetta al giudice straniero autorizzare i minori a risiedere all’estero dove già vivono con la madre e i pagamenti della relativa retta scolastica. Sulla domanda di risarcimento del danno per mancato versamento del mantenimento pregresso la competenza resta invece ancorata in Italia. Sono queste le conclusioni raggiunte dalle sezioni unite della Cassazione nella sentenza 27091/17 di oggi che ha così ripartito la giurisdizione a seguito della domanda formulata da una donna divorziata a Lugano da un cittadino italiano che si era trasferita a Londra con i figli minori.
La ricorrente ha chiesto al tribunale di Milano, luogo di ultima residenza dell’ex marito, di autorizzare a far risiedere i figli a Londra con la madre affidataria con obbligo dell’ex marito di pagare le rette scolastiche. Inoltre ha chiesto la condanna al risarcimento del danno non patrimoniale conseguente all’inadempimento pregresso in ordine agli obblighi alimentari nei confronti dei figli e nei suoi.


Il tribunale e la Corte d’appello hanno dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano in favore di quello inglese sul presupposto che le cause relative alla responsabilità genitoriale sono devolute al giudice di luogo di residenza abituale dei minori al quale competono anche le altre domande accessorie.
Le Sezioni unite, nel risolvere la questione, hanno affermato che secondo la Corte di giustizia l’interesse preminente del minore si realizza nella tendenziale concentrazione di tutte le azioni giudiziarie che lo riguardano, quanto meno all’interno del conflitto familiare, presso il giudice dello Stato membro cui deve essere attribuita, sulla base del criterio della residenza abituale, la competenza giurisdizionale in tema di responsabilità genitoriale.
La vicinanza o prossimità al luogo di residenza abituale del minore consentono, infatti, una conoscenza degli elementi essenziali per la valutazione della sua domanda.


Secondo la ricorrente, al contrario, dovrebbe essere affermata la prevalenza del forum conveniens, ovvero del luogo di più facile esecuzione del credito alimentare ed, infine, della vis attractiva della domanda risarcitoria. Ne consegue che solo escludendo il vincolo di accessorietà tra la domanda relativa all’esercizio della responsabilità genitoriale e quella riguardante gli obblighi alimentari paterni nei confronti dei figli minori, possono tornare ad essere applicabili i fori alternativi.
Il giudizio sulla natura principale ed accessoria delle due domande, non costituisce una valutazione di merito, quantitativa o qualitativa (la preminenza delle domande di natura alimentare) come viene sollecitato dalla parte ricorrente, ma deve essere esclusivamente desunto dal parametro regolamentare così come interpretato e giustificato in funzione del preminente interesse del minore. Pertanto le domande relative al pagamento delle rette scolastiche e delle spese straordinarie, diverse dall’inadempimento degli obblighi di mantenimento dei minori già maturati, sono da assoggettare alla giurisdizione del giudice del Regno Unito.


Diverso il discorso per quello che riguarda l’accertamento dell’inadempimento degli obblighi di mantenimento dei minori e della ricorrente posti a carico del padre. In ordine a questa specifica domanda, ha spiegato la Cassazione, non opera la relazione di accessorietà accertata per le altre domande di natura alimentare rivolte a regolare gli obblighi futuri dell’intimato e non l’inadempimento passato. La natura alimentare dell’obbligazione non adempiuta, peraltro non riguardante soltanto i minori, non incide sulla qualificazione giuridica della domanda la quale trova fondamento sull’accertamento di un fatto illecito. Ne consegue, pertanto, che la domanda sia assoggettata alla giurisdizione del giudice italiano. In conclusione deve essere confermata la sentenza impugnata e dichiarata la giurisdizione del giudice del Regno Unito per tutte le domande proposte ad eccezione di quella avente ad oggetto l’accertamento dell’inadempimento pregresso agli obblighi di mantenimento dei figli minori e della ricorrente.

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