21 Dicembre 2018 | Categoria: Responsabilità genitoriale

Separazione e figli

Team Slidinglife

Momento particolarmente difficile nella vita di una coppia è affrontare la fine di un rapporto: ancora di più quando si devono conciliare la separazione e i figli.

Spesso i genitori non riescono a gestirla in maniera pacifica ponendo i minori al centro dei propri conflitti o lotte personali.
Un ultimo intervento normativo ha messo in evidenza questi delicati temi.

Il Senatore Pillon, infatti, negli ultimi mesi, ha cercato con il proprio disegno di legge, di proporre modifiche, sull'affidamento condiviso dei figli e sul loro mantenimento. In questo articolo vi proponiamo degli estratti delineando i pareri favorevoli e contrari sottolineati dall'opinione pubblica.

 

PUNTI A FAVORE DEL DISEGNO DI LEGGE PILLON

  • Il giudice affida il minore di età ad entrambi i coniugi :“bigenitorialità perfetta”

    I genitori condivideranno un tempo eguale ed “adeguato” con i propri figli. In ogni caso, come previsto dall'art.12, al minore “deve essere garantita la permanenza di non meno di dodici giorni al mese , compresi i pernottamenti, presso il padre e presso la madre”. Vengono esclusi i casi in cui questo è impossibile o quando la permanenza a casa dell'uno e dell'altro genitore causi maggiori difficoltà al bambino. Inoltre, i genitori condivideranno la responsabilità su tutte le scelte più importanti relative ai figli, quali per esempio educazione, istruzione e salute. Nelle scelte quotidiane la responsabilità sarà del genitore con il quale i minori vivono in quel momento.

  • Il minore ha una residenza e due domicilii

    La scelta della residenza abituale del minore” è stabilita “di comune accordo” tenendo conto delle necessità dei figli. Con tale disegno di legge si propone di indicare per il minorenne oltre alla residenza nella casa famigliare anche il domicilio presso le abitazioni di entrambi i genitori, in modo che tutte le comunicazioni importanti, quali per esempio quelle scolastiche o di salute vengano inviate direttamente ad entrambi. Tale soluzione verrebbe adottata per evitare che, in situazioni di conflitto, sia escluso da episodi significativi dei figli l'uno o l'altro genitore, generalmente il padre.

  • Entrambi i genitori contribuiscono alle spese del proprio figlio
    Ognuno provvede alla metà delle spese in base ai bisogni dei figli e alle proprie condizioni economiche.

    I coniugi infatti, elaborano un “piano genitoriale”, in cui oltre a stabilire come organizzare il tempo, la gestione e tutte le decisioni sui loro bambini, indicano anche “la misura e le modalità con cui ciascuno dei genitori provvede al mantenimento diretto del figlio”.

  • L'introduzione della mediazione familiare obbligatoria

    Le coppie nel gestire la separazione e i figli “condivisi” sono obbligate a rivolgersi ad un mediatore familiare, quando le decisioni riguardano diritti dei minori o questioni ad essi collegati. Il mediatore è un professionista imparziale, diverso dai rispettivi avvocati, che aiuta a risolvere i conflitti esistenti tra i coniugi coinvolgendo l'intera famiglia.

 

PUNTI A SFAVORE DEL DDL PILLON

  • Tempi eguali per entrambi i genitori

    I figli trascorrono lo stesso tempo con i due genitori, incluso le notti. Questo comporta per i minori spostarsi costantemente in due case differenti con diverse abitudini. Scelta che seppure ha i suoi vantaggi, perchè consente di mantenere saldi i legami con la madre e col padre, non considera né l'eta dei figli né le residenze in paesi lontani o differenti.

    L'articolo 11, prevedere tempi uguali “salvi i casi di impossibilità materiale”: dal testo di legge non si deduce quali sono i casi di impossibilità materiale e quali i rimedi.

  • La mediazione familiare

    Anche nel caso in cui i coniugi siano in accordo tra di loro devono comunque sottoporsi a mediazione, facendo lievitare in maniera consistente tempi e costi della separazione.

  • L'assegno di mantenimento è eliminato

I coniugi sosterranno le spese relative ai figli minori esattamente a metà. Il giudice definisce un assegno periodico solo in casi del tutto eccezionali e come ultima soluzione, oltretutto temporanea. Queste scelte potrebbero penalizzare soprattutto le donne che nella società odierna rappresentano la parte più debole e generalmente con reddito più basso nella coppia.

  • Comportamenti ostili del minore

    Il minore, in contesti di separazione, può trovarsi ad assumere comportamenti ostili nei confronti dei genitori, non necessariamente influenzati da uno dei due.
    Il disegno prevede che, “pur in assenza di evidenti condotte di uno dei genitori” il giudice possa prendere vari provvedimenti tra cui l'allontanamento del figlio, su richiesta dell'altro coniuge e “nel primario interesse del minore, se il minore manifesti comunque rifiuto, alienazione o estraniazione con riguardo a uno di essi”.

    Obiettivo primario è quello di preservare, ogni qual volta sia possibile e non causi pregiudizio ai figli, i legami con entrambi i genitori e le rispettive famiglie. Per lo stesso motivo qualunque tipo di trasferimento del minore deve essere accettato e autorizzato da entrambi i coniugi, l'art 14, infatti, stabilisce che È compito delle autorità di pubblica sicurezza, su segnalazione di uno dei genitori, adoperarsi per ricondurre immediatamente il minore alla sua residenza qualora sia stato allontanato senza il consenso di entrambi i genitori o l’ordine del giudice.”

 

Senza dubbio una legge che modifica o riorganizza aspetti della separazione quando ci sono anche figli minorenni, coinvolge diversi interessi e vari aspetti. Questo meriterebbe uno studio e una discussione più approfondita sotto ogni punto di vista e in diversi ambienti principalmente nell'interesse dei minori coinvolti e poi dei genitori.

 

 

 

 



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