06 Giugno 2019 | Categoria: Separazione

Separazione giudiziale: quando non c’è accordo tra i coniugi

Team Slidinglife

Ti sembra che non ci sia più niente da fare, nessun tentativo di comunicazione riesce a mettervi d’accordo e le vostre strade sono ormai divise. L’unica soluzione possibile sembra essere la separazione, ma il tuo partner non vuole ascoltare alcuna ragione. Nessun problema, la separazione giudiziale ti consente di separarti anche senza un accordo con il tuo o la tua ex.

Cos’è la separazione giudiziale

Quando la coppia non è d’accordo sul separarsi o su tutte le questioni che ne derivano e quindi non può separarsi consensualmente, la legge consente comunque questa possibilità attraverso un altro tipo di separazione, quella giudiziale. Entrambi i coniugi o anche uno solo dei due, ciascuno con il proprio avvocato, può proporre un “ricorso” presso il Tribunale del luogo in cui hanno avuto l’ultima residenza comune o se non è possibile, nel luogo dove l’ex chiamato in causa ha la residenza o il domicilio.

Con il ricorso i coniugi raccontano la propria versione dei fatti e le proprie ragioni, presentano la dichiarazione dei redditi e tutta la documentazione utile a comprendere la condizione economica di entrambi.

Cosa succede nella prima udienza: “udienza presidenziale”

Il giudice fissa la data della prima udienza, chiamata “udienza presidenziale”, perché si svolge dinanzi al Presidente del Tribunale. Qui il giudice ascolta i coniugi prima insieme e poi separatamente, cerca di comprendere la situazione e tenta una possibile conciliazione tra i due. Esamina le dichiarazioni dei redditi ed eventualmente tutta la documentazione depositata (alcuni Tribunali possono richiedere anche buste paga, estratti di conti corrente, finanziamenti, mutui, titoli). Se il tentativo ha esito positivo il Presidente “fa redigere processo verbale di conciliazione” e la causa di separazione si chiude; se, invece, fallisce, emette tutti i provvedimenti “provvisori ed urgenti”. Entro 10 giorni, con un’ordinanza, autorizza i coniugi a vivere separati, stabilisce a chi assegnare la casa coniugale, a chi affidare i figli, i tempi e i modi per esercitare il diritto di visita, il mantenimento ai figli e se il coniuge ritenuto più debole economicamente ha diritto agli alimenti.

Quando è possibile chiedere “l’addebito” della separazione

Il Presidente del Tribunale, con la stessa ordinanza presidenziale, definisce anche la data della nuova udienza, dinanzi a un altro giudice, il giudice istruttore, che prova ancora una volta a riconciliare i coniugi, può riconsiderare quanto stabilito nella prima udienza, modificando eventualmente le condizioni di separazione e, infine, decide su tutte le questioni che non sono state trattate in precedenza, ad esempio se esiste una colpa e a quale coniuge addebitarla.

La legge consente di chiedere la separazione giudiziale anche a uno solo dei coniugi quando si verificano situazioni che rendono “intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole”, quindi il giudice istruttore può, al termine della fase istruttoria, nella sentenza della separazione, stabilire l’addebito della separazione a un coniuge “in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio”. Al termine di questa udienza emette la sentenza di separazione.

È possibile modificare le condizioni di separazione?

La separazione comporta una nuova fase della vita non più familiare, che può evolversi nel tempo e che non sempre è condivisa da tutti i componenti, pertanto i “provvedimenti” che ne determinano le condizioni possono essere modificati:

  • entro 10 giorni dalla comunicazione ai coniugi, contro l’ordinanza emessa dal Presidente del Tribunale può essere presentato “reclamo” presso la Corte d’Appello, o si può chiedere al giudice istruttore, nella seconda udienza, di modificarli;

  • la sentenza di separazione può essere impugnata o possono essere riviste le condizioni se sussistono nuovi motivi giustificati e giustificabili: ad esempio sopraggiunge un grande cambiamento della situazione economica di uno dei due coniugi o di entrambi, o le condizioni di affidamento dei figli diventano impossibili da mettere in pratica per ragioni oggettive.

Quanto tempo serve per questa separazione?

I tempi necessari per la separazione giudiziale variano in base alla complessità della causa, a quanto marito e moglie sono in conflitto tra loro, se vengono presentati reclami o se sono impugnate le sentenze. È sempre possibile passare da una separazione giudiziale a una consensuale se i coniugi nel corso del processo riescono a trovare un accordo comune, in quel caso si riduce anche il tempo utile a porre fine al matrimonio. Dopo sei mesi dall’iscrizione a ruolo della separazione, consensuale o giudiziale, si può inoltrare ricorso per richiedere il divorzio congiunto o contenzioso. 

Due coniugi separati legalmente possono riprendere la propria vita e ricominciarne una nuova fase non più insieme.

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