Cosa si rischia se non si paga il mantenimento

Cosa si rischia se non si paga il mantenimento

Tempo di lettura: 2 minuti Un genitore ha sempre l’obbligo di prendersi cura materialmente e affettivamente dei figli minorenni, maggiorenni se non ancora autosufficienti e portatori di handicap, anche se si separa dal coniuge. È un obbligo per i genitori, stabilito dalla Costituzione e dal codice civile, mantenere i figli secondo le proprie disponibilità e in base alla “propria capacità […]

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Un genitore ha sempre l’obbligo di prendersi cura materialmente e affettivamente dei figli minorenni, maggiorenni se non ancora autosufficienti e portatori di handicap, anche se si separa dal coniuge. È un obbligo per i genitori, stabilito dalla Costituzione e dal codice civile, mantenere i figli secondo le proprie disponibilità e in base alla “propria capacità di lavoro professionale o casalingo”. Il mantenimento si concretizza con un assegno periodico stabilito dal giudice o d’accordo tra i coniugi che il genitore versa ai figli. Cosa si rischia se non si paga il mantenimento?

Se il partner non paga il mantenimento 

L’assegno di mantenimento deve essere sempre versato e non può essere sospeso in maniera autonoma, ma solo con il provvedimento di un giudice. Se il partner non paga la somma dovuta commette una violazione dell’articolo 433 del codice civile, ma in caso di inadempimento si può delineare anche il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare, sancito dall’articolo 570 del codice penale. Tale articolo, infatti, prevede una multa che va da 103 a 1.032 euro e la reclusione fino a un anno per chi, abbandonando il domicilio domestico, o adottando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori, alla tutela legale o alla qualità di coniuge; a chi malversa o dilapida i beni del figlio minore o del coniuge; a chi fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per colpa. 

Ma non solo, l’articolo successivo 570 bis stabilisce che la legge punisce il coniuge che si sottrae all’obbligo di corrispondere qualunque tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero viola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli. Se il coniuge non paga il mantenimento incorre in conseguenze civili, ma anche penali. 

Cosa si può fare per recuperare le somme non versate 

La sentenza in cui il giudice stabilisce l’obbligo di versare il mantenimento è un titolo esecutivo, ciò significa che il coniuge inadempiente, che non paga, può essere obbligato a farlo. Il primo passo da compiere è far scrivere una lettera di diffida dall’avvocato, spedita con raccomandata A/R, in cui devono essere specificate le somme dovute e per quanto tempo non sono state versate. L’avvocato inviterà il coniuge ad effettuare il pagamento entro una determinata data. Dopo questa comunicazione, se il partner non paga si può “notificare l’atto di precetto”, un atto redatto sempre dall’avvocato con il quale “si intima il pagamento entro un termine non inferiore a 10 giorni” e che consente di cominciare “l’esecuzione forzata ossia dare esecuzione a quanto stabilito dal giudice” nel caso di mancato pagamento.

Se in questo modo le somme non sono ancora state versate, è possibile procedere al pignoramento, che può essere di due tipi: su beni propri, mobili come un’automobile o una moto; o immobili come una casa o un terreno che appartengono al coniuge. Oppure presso terzi, con decisione del giudice: ogni volta che a pagare il debito sarà una persona diversa dal partner, per esempio il suo datore di lavoro. La somma sarà dunque prelevata sullo stipendio che percepisce, sul conto corrente o su un affitto che riceve.

Un genitore resta tale anche quando il matrimonio fallisce e deve continuare ad occuparsi dell’educazione, della formazione e della crescita dei figli.