La mia storia di rinascita con Slidinglife

La mia storia di rinascita con Slidinglife

Tempo di lettura: 5 minuti Mi chiamo Tania. Il mio ex è andato via di casa il 3 novembre scorso, in cerca di una vita più serena, senza ansie, fresca e spensierata, come molti ha trovato il Caronte di turno. Ho due bambini, un maschietto di 8 anni e una femminuccia di 5. Voglio raccontarvi la mia storia di separazione […]

Tempo di lettura: 5 minuti

Mi chiamo Tania. Il mio ex è andato via di casa il 3 novembre scorso, in cerca di una vita più serena, senza ansie, fresca e spensierata, come molti ha trovato il Caronte di turno. Ho due bambini, un maschietto di 8 anni e una femminuccia di 5. Voglio raccontarvi la mia storia di separazione e di rinascita grazie alla community di Slidinglife.

Durante il terrificante periodo del lockdown, una sera, da sola a casa, cincischiando su Internet mi sono imbattuta in uno dei tanti link suggeriti da Facebook… Gruppo di Slidinglife – la community per separati e divorziati. Titubante ho cliccato e subito mi è stata richiesta una piccola presentazione, brevemente ho scritto che stavo vivendo il lutto di una separazione subita. Dopo qualche oretta mi ritrovai dentro il gruppo Facebook. Era il 20 marzo. 

Ci misi un po’ di settimane per capire bene di cosa si trattasse e per riuscire a farmi coraggio nel fare quella mia prima domanda al gruppo. In preda allo sconforto, stavo scoppiando dal dolore, quel dolore che non accennava a passare nemmeno un po’, ormai da mesi e mesi. A quella prima domanda risposero subito tante persone che avevano vissuto uno stato d’animo come il mio; ognuno, alla sua maniera, mi comunicò il proprio vissuto e il proprio sostegno. Fu una cosa importantissima leggere quei commenti: mi diedero la consapevolezza che altri, come me, ce l’avevano fatta o che altri ancora stavano lottando la mia stessa battaglia. Da allora iniziai a seguire il gruppo in maniera più attenta. Ogni giorno aprivo quella pagina, controllavo se qualcun altro avesse scritto sotto il mio post e leggevo post e commenti di altri membri. Mi scorrevano davanti agli occhi una varietà di esperienze, di stati d’animo, di pensieri e di contenuti. Alcuni interventi erano vicini a me, altri diametralmente opposti, altri ancora erano leggeri ed estremamente divertenti. 

Trovai, a poco a poco, il coraggio di scrivere altri post e iniziai a commentare i post scritti da altri. I miei primi commenti trasmettevano tutto il dolore e la rabbia del momento che stavo vivendo e non sempre attiravano risposte accondiscendenti, che mi innervosivano, ma che allo stesso tempo mi portavano a controbattere; e in questo moto, che vedeva il passaggio dei miei pensieri verso l’esterno, cominciavo a trovare la chiave della ripresa. Passarono un po’ di mesi ancora prima che potessi dire di star risalendo la china, ma continuavo sempre più assiduamente a seguire il gruppo. Mi ero iscritta ad altri gruppi simili, però fui rapida ad abbandonarli, perché gestiti in maniera totalmente diversa. 

La forza di questa community, infatti, risiede nell’essere moderata con cura e attenzione dagli amministratori, il che fa sì che si mantenga pulita e ‘sana’.

Osservavo sempre più frequentemente queste ‘figurine’ parlanti e cominciai a riconoscere alcune personalità che si distinguevano in questa piccola comunità senza spazio e senza tempo. Una specie di piccolo paese nel Bel Paese, dove c’erano ‘residenti’ che gestivano il loro dolore in ogni sorta di maniera. Alcuni avevano reagito ad un vissuto sanguinoso con un fare dissacratore e ironico e mi facevano scompisciare puntualmente dalle risate, altri l’avevano rielaborato in maniera più intimistica, altri in maniera assolutamente cinica, alcuni vicinissimi al mio sentire, altri diametralmente opposti, tutti da accogliere comunque perché portatori di differenti punti di vista che veicolavano ricchezza nella crescita personale.

Intanto continuavo a cavalcare la mia disperazione. 

Ho passato tutti tutti gli stadi della disperazione nera: dal primo “adesso che faccio”, a “come glielo dico a mio padre”, seguite da interminabili giornate e nottate di pianto. Ho perso nel primo mese e mezzo 15 kg, ho cercato in tanti modi inconsciamente di autodistruggermi e tante volte, sul terrazzo, mi immaginavo l’aria sul viso data da una caduta. Mi sono fatta aiutare molto sin dall’inizio: amici, psicologo familiare, avvocato e, in seguito, familiari. Ma il punto di svolta importante è stato dato dal mio ritorno alle origini, con la presa di consapevolezza di chi e come ero prima di essere mamma e moglie. 

A questo percorso di rinascita dalle macerie ha dato un contributo fondamentale la community di Slidinglife, con i consigli postati dagli esperti, con il dialogo presente al suo interno e con le relazioni interpersonali che ha portato nella mia vita.

A poco a poco, è maturato un senso di appartenenza sempre più forte alla community.

Così, in un pomeriggio di luglio, proposi una soluzione ad una tematica che ricorreva spesso, quella della solitudine; la gabbia della solitudine accomuna tanti di noi, che fino a qualche tempo fa eravamo abituati per anni a tornare a casa e a trovare un abbraccio, anche se sconquassato da scontri e malesseri, a dividere le giornate e le nottate con qualcuno, anche se della stessa entità di un fantoccio di cartapesta.

Incontrarci tutti insieme e trascorrere una giornata tutta nostra poteva essere la soluzione giusta per disintossicarsi dal veleno profuso nell’anima dall’interminabile lockdown. All’inizio risposero in molti, con entusiasmo, e quella che era un’idea, a poco a poco, prese a concretizzarsi. Fui affiancata e aiutata da diverse persone per realizzarla, fondamentale sopra tutti il supporto e l’appoggio di Giacomo. Individuammo come punto centrale, potenzialmente raggiungibile da tutti, l’amena località di Norcia e per un mese preparammo l’evento: pranzo della community sabato 29 agosto 2020 ore 13, un gustosissimo menu locale accompagnato dall’intrattenimento in piscina. Tra mille contrattempi e imprevisti, ritiri e aggiunte dell’ultimo minuto, il momento di condivisione si realizzò.Temerari, a dispetto di tutto e tutti, animati dalla voglia di conoscerci e di divertirci, eccoci tutti presenti, promotori e attori protagonisti di questa bellissima clip della nostra vita: Annabella, Giacomo, Pasquale, Fabrizio, Tania, Ottaviano, Thomas.

Non tanti, ma ‘giusti’! 

Non è la quantità a far da padrone in questa vita, piuttosto la qualità delle relazioni che si instaurano. Infatti, abbiamo davvero creato un affiatamento speciale. 

Abbiamo trascorso un’intera giornata “insieme”, godendo ognuno della differente e ricchissima meravigliosità dell’altro.

Ci siamo divertiti, trascorrendo momenti sereni, allegri e anche goliardici, in assoluta autenticità.

Ci siamo ri-conosciute come persone splendide.

E alla fine della giornata, che si è prolungata fino a notte fonda, eravamo tutti già pronti per un prossimo appuntamento.

Quest’avventura assieme alla partecipazione alla community, di giorno in giorno, ha incrementato la nascita di nuove conoscenze personali, alcune diventate amicizie, di quelle che si scrivono con la A maiuscola. Ho trovato delle persone che mi hanno sostenuto anche al di là della community e che sono diventate per me persone uniche e preziose: Annabella, Chiara, Miriam, Andreea, Giuseppe, Vito, Francesco, Thomas e Fabrizio, ultimo in questo elenco, ma il mio vero angelo custode. Persone che mi hanno aiutato a fare passi e salti da gigante, regalandomi il proprio tempo con pazienza, indicandomi, più e più volte, una chiave di lettura differente dalla mia, importante per poter costruire sintesi più ampie tra me e il mondo esterno. La circolazione di tutta questa bellezza ‘pulita’ nel gruppo mi ha fatto ritrovare il mio naturale entusiasmo verso la vita; facendomela riscoprire come un’opportunità sorprendente, gioiosa, irripetibile. La vita, una coppa di nettare dalla quale attingere continuamente e avidamente, gustandone ogni attimo. La vita, quella stessa che in certi momenti sembra volerti rifiutare, buttare via, quella che in alcuni momenti vorresti abbandonare, ma che poi ha sempre la forza di sedurti e tenerti stretta a sé.

All’oggi segue sempre il domani e il domani non è mai uguale all’oggi, è comunque sempre migliore, perché è possibilità. La community di Slidinglife e la sua essenza la ricollego alle parole del testo di una nota canzone pop di Laura Pausini:

“Io così simile a te, liberi e prigionieri della stessa gabbia….

La meraviglia di essere simili, la tenerezza tra esseri simili, la protezione tra esseri simili…”

Ciao a tutti and Happy go Lucky!