18 Febbraio 2020 | Categoria: Figli

POTRò MAI ANDARE VIA DA QUESTA CITTA?

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Buonasera sono Manuela 36 anni abito a Roma e sono mamma di una bimba di 6 anni.
Vivo in questa città da 16 anni.
Venni qui per amore del papà di mia figlia trovando lavoro e andando a convivere con lui dopo qualche anno.
6 anni fa è nata nostra figlia, non siamo mai stati sposati solo conviventi.
Dopo 8 mesi dalla nascita ho scoperto un tradimento e dopo un'anno e 3 mesi di mia figlia ho deciso di andare a vivere in una casa in affitto a pochi km dalla casa dove abitavamo.
Qualche mese dopo abbiamo fatto accordo consensuale in tribunale dove è stato deciso:
- nessun pernotto settimanale in quanto ogni giorno dal lun al ven il papà di mia figlia tiene la bambina dalle 16 che la prende a scuola fino alle 19 che me la porta a casa e visto che la bimba era neonata non me la sono sentita di lasciarla andare a dormire li da lui che oltretutto andava a vivere a casa della sua amante!!!
- week alternati come da legge, dal ven ore 16 alla domenica ore 18 il week che la prende il padre.
- mantenimento 275 euro mese + extra

In questo accordo non è stato considerato che io pago regolarmente affitto di euro 550 mese in quanto la residenza era con i genitori del padre di mia figlia.
Per non farsi guerre io volevo solo accordare questa separazione e uscire dalla sua vita.
Purtroppo cosi non è perchè da 6 anni a questa parte io riesco a vivere con l aiuto economico di mia madre in quanto prendo 1000 euro mese e oltretutto ho fatto due lavori per parecchi anni.
Sono nata in Romagna.
Ho tutta la mia famiglia in Romagna.
A Roma non ho nessuno solo amici e la famiglia del padre di mia figlia... che è sempre un filo conduttore a lui e vincolo di lui.
Se la bambina sta male io ho solo modo di lasciarla a loro e ho possibilità solo di interagire sempre e solo con persone che parlano al mio ex e che ovviemente ha sempre la situazione sotto mano girando la mia vita in ogni cosa.
Se vado in un posto lui è presente.
Se vado in giro per la citta e la bimba lo vede vuol andare ovviamente da lui anche se nel tempo mio come un week (dove fa e trova tutti i suoi confort).
Se succede qualcosa io non posso permettermi costi extra o aiuti miei essendo sola.
Lavoro lontano da casa a 40 km e la mia situazione lavorativa contrattuale è davvero penosa in quanto non mi stanno pagando per quello che rappresento e purtroppo ci vorrebbe una vertenza che non posso fare per non rimanere senza stipendio.
Detto questo in questi anni non ho mai deciso di andarmene da qui per paura di far soffrire la bambina e per darle la sua presenza.
Ma la situazione economica è davvero allo stremo.
La situazione emotiva e psicologica mia è peggio.
Mi sento rinchiusa in una vita che non amo, che non mi appartiene.
Mi sento sola.
Senza aiuto ovviamente e in colpa degli errori che ho fatto che ovviamente ricadono su mia mamma e i miei fratelli perchè senza loro non saprei come vivere.
Per le continue battute che lui mi fa, spesso mi sento dire che la bambina vuole sempre lui e che io sono niente perchè non mi posso permettere di rimanere a casa quando sto male, perchè l unico permesso se serve è per la bambina qualche visita medica o colloquio scuola.
Oppure quando sta male posso rimanere a casa qualche ora perchè anche al lavoro mi fanno pressioni e per paura rimango sempre in silenzio.
La bambina adora il padre e la sua famiglia ovviamente nonno nonni e nipoti.
La compagna del padre adesso la bambina la inizia a vedere con gelosia, crescendo ovviamente inizia ad avere esigenze diverse non + giocare solo ma anche interagire con altre compagne oppure chiede di fare attività sportiva... che lui in quanto a padre non vuol prendersi impegno (piscina per esempio che è difficile da fare visto che lui spesso è stanco svegliandosi alle 3 di mattina per lavoro) ed io che non posso accompagnarla... ne andarla a prendere a scuola perchè esco alle ore 18 da lavoro.

Vorrei poter rivedere il nostro accordo viste le ultime litigate successe (dove il padre mi uccide psicologicamente, dice che chiede affidamento se me ne vado da Roma oppure che la bambina si lamenta che la metto in punizione visto che lui gliele da vinte e quindi mi fa passare per mostro cattivo e lui buono e permissivo ma io sono stremata contando solo sulle mie forze e oltretutto io sto male in questa città da sempre):
Vorrei riformulare accordo:
- tenendo la bimba due volte settimana al pomeriggio io magari. (come faccio a farlo che economicamente cosi già sto sotto in negativo?)
- oppure tornare appena la bambina ha qualche anno in più a casa dei miei o andare a vivere dal mio compagno che abita a Firenze.
Tutti mi dicono di andarmene ma alla fine nessuno poi fa i conti con la legge e ho paura che questo non possa accadere.
Ma io sono davvero in difficoltà.
Se mia madre venisse a mancare io dovrei tornare per forza.
Ma è pure giusto che mia mamma pensionata non finisca a mantenere me e mia figlia che siamo in questa situazione.

Da un po di tempo ho un compagno che abita a Firenze e con lui stavamo pensando ad un trasferimento eventualmente tra 3 anni.
Potrò mai essere felice e andare via da questo posto?
Potrei mai portare mia figlia a Firenze (o in Romagna dai miei fratelli e mia mamma che sta invecchiando o dal mio compagno con cui io ho intenzione di farmi una nuova famiglia e dei figli)
Io qui sola non posso vivere più.
Diventa faticoso anche dovermi interfacciare tutti i giorni con il padre di mia figlia che mette astio nervoso e oltretutto il rapporto inizia a dare frutto di nervosismo che non abbiamo mai fatto vivere alla bambina.
Oltretutto qui io non mi sono radicata, ho un rapporto con i suoi famigliari ma niente di +, mentre mia figlia qui c'è nata.
Ho sempre pensato di riuscire a farcela... ma con il tempo è sempre + difficile.

Ora prima di fare scoppiare una guerra, perchè sono sicura succederà questo visto che il padre di mia figlia ha terrore che me ne vado da sempre, mi minaccia dicendo che mi da + soldi e mi dice che io non me ne posso andare, dicendo che chiede affidamento della bambina.
Non ho casa ma pago affitto regolare e posso testimoniare tutte le entrate uscite di questi anni.

Non ho mai fatto mancare nulla alla bimba ma vorrei esser aiutata.
Quest'anno la bimba la segno qui a Roma alle elementari ma sto cercando un aiuto da voi dove poter capire come affrontare questa idea che ho di andarmene tra qualche anno.
Potrei andarmene e portare la bambina se comprovassi un lavoro migliore, una casa che costa meno magari ?
E se rimanessi incinta del mio compagno come in previsione c'è?
Potrò mai andarmene oppure visto che la bambina è nata qui deve rimanere qui visto il legame con il padre? (io ho sempre sensi di colpa togliendo a loro il modo di viversi... ma così ho aumentato il loro amore e tolto la mia felicità di vita ovviamente viste le condizioni).
Potrei portare la bimba con me la settimana e nel week farla prendere al padre?
E se mia figlia non volesse lasciarla a lui dal lun al ven e prenderla nel week io fino quando lei non decida cosa volere?

Mi stanno mettendo tutti paura.
Ma io non vedo davvero + luce.
Ed ora che forse ho trovato un'uomo che puo rendermi felice non so davvero cosa fare.
Grazie a voi per eventuali risposte.
05 Mar 2020, 12:24
Psicologo
Buongiorno,
la sua non è una situazione facile. Traspare dalle sue parole la fatica che sta provando nel gestire la sua quotidianità.
Se le sue condizioni economiche sono tali da necessitare un costante aiuto da parte della sua famiglia di origine, potrebbe tentare di agire legalmente e chiedere al Tribunale di fare questo spostamento di città, anche se la probabilità che ciò le venga concesso è molto bassa. Son casi delicati, perchè ovviamente si tiene conto in primis del minore e si evita di sradicarlo dal suo contesto abituale di vita oltre che di allontanarlo dall'altro genitore.
Il suo attuale compagno non sarebbe disposto a trasferirsi da lei? questo potrebbe essere un buon compromesso, le darebbe la possibilità di avere non solo un sostegno economico ma soprattutto un supporto morale ed affettivo.
Le consiglierei anche di rivolgersi ad un terapeuta per aiutarla a gestire questo forte stress emotivo che sta vivendo, io le scrivo da Milano ma immagino che anche a Roma ci siano centri convenzionati che offrono tariffe agevolate. Altrimenti esistono le consulenze via skype, che costano un po' meno.
Spero che le risponda un legale così da darle una panoramica delle possibilità per un eventuale ricorso, con estrema probabilità le confermerà comunque quanto non sia percorribile la strada del trasferimento.
Intanto qualche consiglio pratico: so che è più facile a dirsi che a farsi, ma lei eviti di soppesare i commenti del suo ex compagno e di viverli come giudizi perentori e veritieri in termini assoluti. Il suo ex compagno, per quanto non sia corretto, la scredita a prescindere, è suo compito difendersi nel suo ruolo di madre e riconoscersi per prima le sue capacità.
Altra cosa: provi a rivolgersi ai Servizi Sociali, spesso possono risultare una valida risorsa.
Spero di esserle stata di aiuto.

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